Natalina Zybrinsky

Zybrinsky intende l’arte come rivelazione del sé, come magico momento di una nascita. Il disegno e la pittura, le decorazioni e le sculture, la scrittura e la filosofia hanno da sempre occupato i suoi pensieri ed animato diverse attività. Sì, perché un’energia vitale colora i suoi paesaggi e le figure femminili che chiedono un’esistenza: come nasce un segno, dal piano della tela o dalla massa argillosa o dal foglio bianco, così si crea l’attesa per una figurazione che vuole essere rappresentata, per una forma che vuole essere finita, per una storia che vuole essere raccontata.

Zybrinsky esegue le indicazioni che provengono da questo percorso spontaneo: una colorazione del cielo, una espressione di un volto, un evento da ricordare insistono per essere fissati, attraverso di lei, nel quadro, nella ceramica, nel libro.

Zybrinsky si arrende all’estro e si immerge nell’arcobaleno, nella terra, nel mare, nell’anima. Mentre si adopera nell’esercizio delle tecniche, si realizza un divenire d’arte. Un pensiero della complessità attiene alle sue creazioni che non possono non essere diverse e molteplici.

I quadri, realizzati con più tecniche, sono qui presentati e distinti cronologicamente dagli anni settanta ad oggi e scandiscono la vita artistica di Zybrinsky, tra paesaggi surreali e figure femminili.
Le maioliche, sfiorando la tradizione, propongono nuove forme e soluzioni, rappresentando un ritorno all’infanzia ritrovata e l’attesa del futuro.
Le scritture, tra fiaba e racconto, tra saggi e cronaca, esprimono la consapevolezza di un presente vissuto pienamente.
La complessità degli interventi artistici traducono una personalità complessa che segue le proprie passioni e, facendole vivere, con esse gioisce.

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