i nostri limiti

L’impresa ha scoperto i nostri limiti, i disagi, le incapacità che hanno minacciato ogni sfera di ricerca, a causa di una impostazione così fragile, come la nostra, nel tentativo di ricostruire il passaggio esistenziale di Marussia nella nostra vita, mentre passa la vita del mondo.
Ma i confini sono fatti per essere attraversati, esche irresistibili, confini da tormentare e rosicchiare …
Scrivere di storia per noi è stata una avventura perché ci siamo immerse in un mondo affascinante e, non riuscendo a fare la Storia, offriamo una storia come memoria accessibile a tutti che risponde soprattutto ad un bisogno psichico. Abbiamo voluto tenere in vita le esperienze, le azioni o le idee della gente del passato, raccontare momenti quotidiani, trasformare i morti in eroi ed eroine di tutti i giorni. Affidarli alle pagine scritte, questo sì, era in nostro potere, per immortalare la Nostra protagonista, Marussia, rimasta in bilico su poche pagine.
Rimane un interrogativo, fra gli altri, quello filosofico: se il genere nella scienza esprima davvero reali potenzialità di cambiamento o, nonostante le decostruzioni e ricostruzioni, ci sia il rischio che il verso ed il senso delle cose restino immutati.
Una prospettiva di genere è avvalorata dal fatto che “il significato di una vera scienza è costituire una preparazione alla libertà. L’equilibrio in quanto definisce i limiti, è la nozione essenziale della scienza”. Non si assapora la libertà senza l’amarezza del limite. Non c’è invenzione senza regole. Insomma, non abbiamo cercato la produzione fattuale specifica della donna scienziata, perché altrimenti l’avremmo noi stesse condotta nella marginalità, ma abbiamo osservato il suo intùito inventivo, più di una scoperta, un’invenzione nel senso dell’emergere di proposte critiche divergenti rispetto ai criteri dominanti.
La libertà, pertanto, conosce il limite. Il limite che si riscontra nella misura e nell’equilibrio, fondamento di tutta la scienza. La scienza diventa esistenza in quanto tutti i livelli dell’esperienza sono sempre compenetrati. E così si interroga che è quasi come affermare: “E’ possibile definire la vita mediante le trasformazioni dell’energia radiante, dell’energia chimica, meccanica, calorifica?”. La riposta: “Transustanziazione. La materia diventa pensiero tutti i giorni, nel senso che noi respiriamo e mangiamo l’energia liberata dalle trasformazioni chimiche diventa quanto meno uno strumento del pensiero”.
Il pensiero come trasformazione chimica in atto acquista energia dallo scambio con il mondo. Per questo è ulteriore obbligo e presa di responsabilità la radicale messa in discussione degli obiettivi della scienza che potrà avvenire solo in presenza di una tensione critica a livello sociale, convinte come siamo che, affinché la scienza sia davvero al servizio dell’umanità, sia urgente realizzare un migliore equilibrio nella partecipazione di entrambi i sessi alla scienza e al suo progresso.

Un pensiero su “i nostri limiti

  1. gentile signora mongillo mia madre, marussia de donato ha studiato e vissuto in casa della zia maria durante la guerra e ne porta il nome poiche mio nonno francesco o franco era assai legato alla zia. se vorra’ potra contattarrmi anche al mio telefono 3488092450 o al 0873376192 di vasto e la mettero’ in contatto con mia madre e con marussia pietrocola mia figlia cari saluti filippo pietrocola via g.cesare 66054 vasto ch

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