Maria Bakunin

Maria Bakunin (Krasnojarsk 1873 – Napoli 1960) la Signora, ma per gli amici Marussia, visse una densa e lunga esistenza contribuendo ai progressi della chimica moderna e all’emancipazione femminile. Figlia di Michail Bakunin, filosofo e agitatore del socialismo anarchico, divenne, giovanissima, ‘preparatore’ nei laboratori dell’ateneo napoletano e giunse presto alla laurea in chimica (1895) con una tesi sulla stereochimica. Presso l’Università di Napoli ottenne la Cattedra di chimica e il titolo di ‘professore emerito’. Nell’ambito della chimica applicata si dedicò alla descrizione della mappa geologica d’Italia, studiando in particolare gli scisti bituminosi ed ittiolitici che caratterizzano la catena dei Monti Picentini nel salernitano. Per le sue alte qualità scientifiche e morali, dimostrate in occasione dell’incendio dell’università napoletana da parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, Benedetto Croce la nominò Presidente dell’Accademia Pontaniana a Napoli. Ecco la sua straordinaria biografia intellettuale, dai molteplici percorsi, resi fluidi dal pensiero della complessità.

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Atti dell’Accademia Pontaniana
serendipity
la vita
il laboratorio chimico
la pietra nera, foriera di fuoco e di energia
la cultura scientifica
la formazione professionale
Maria, magistra vitae
Napoli: amore e odio
Marussia e l’Accademia Pontaniana
l’arcangelo dalla spada fiammeggiante
gli “uomini” di Marussia
alla ricerca delle madri..
i nostri limiti
lettera a Marussia

V Convegno Società Italiana Storiche, Napoli 28/30 gennaio 2010. C’era Maria Bakunin.

La  Società Italiana delle Storiche, in collaborazione delle Università degli Studi di Napoli “Federico II” e “L’Orientale” e l’Università degli Studi di Salerno hanno organizzato a Napoli, nei giorni tra il 28 e il 30 gennaio 2010, il  V Congresso della Società Italiana delle Storiche “Nuove frontiere per la storia di genere”.

Tra gli altri, è stato presentato il PANEL: Donne e potere nel Mezzogiorno d’Italia tra età moderna ed età contemporanea, coordinato dalla prof.ssa Mirella Mafrici dell’Università di Salerno e così sintetizzato:

“Si parla tanto di storia di genere, di storia delle donne, ma la storiografia solo recentemente si è soffermata sul rapporto donne – politica dall’età medioevale in poi, e soprattutto nell’Italia settentrionale e centrale. Pertanto, è di grande interesse focalizzare l’attenzione sul Mezzogiorno d’Italia. La storia del Regno è anche una storia al femminile: regine, viceregine, caratterizzano e in alcuni casi dominano la scena politica nel corso dei secoli, accanto a donne che parteggiano per i Borbone o per Napoleone. Ma non sono poche anche le religiose, le giornaliste, le imprenditrici, che hanno avuto un ruolo politico nel Regno, facendo emergere aspetti diversi di una medesima realtà, la donna, in un contesto alquanto ampio, che abbraccia la storia socio-politica, ma anche la storia ecclesiastica, la storia letteraria, la storia economica, la storia della scienza. È indiscutibile che le donne abbiano avuto un determinato potere, maggiore o minore degli uomini, ma che tipo di potere e come lo hanno esercitato nei secoli? Ogni donna di potere non è una figura statica, è una figura dinamica, vive la sua esperienza tra luci ed ombre, che ne disegnano e ridisegnano il percorso, in contesti competitivi diversi, dalla corte al monastero, dalla feudalità alla borghesia. Un indubbio potere hanno esercitato anche esponenti di casate nobiliari, di grandi o piccole famiglie feudali, di enti religiosi, del mondo intellettuale ed economico: feudatarie, borghesi, filoborboniche o filofrancesi, badesse, valdesi, giornaliste, armatrici, scienziate, si muovono, infatti, nell’universo socio-economico del Regno e della sua capitale, notevole centro di cultura ma anche luogo di affari e di intrighi”.

La storia della scienza vede come protagonista a Napoli Maria Bakunin. A parlare di Lei è intervenuta Pasqualina Mongillo dell’ateneo salernitano.

“Maria Bakunin è una donna straordinaria, la cui vita combacia, da un lato, con l’affermazione della scienza moderna e, dall’altro, con la cultura napoletana della prima metà del Novecento. Figlia terzogenita del rivoluzionario e filosofo Michail e di Antossia Kwiatowoska, nacque nel 1873 in Siberia. Allevata – alla morte del padre – dalla madre a Napoli, luogo ideale per la realizzazione degli ideali anarchici di Michail, si laureò giovanissima in chimica pura con un lavoro sull’isomeria geometrica, sotto la guida di Agostino Oglialoro-Todaro – direttore dell’Istituto Chimico, di cui fu in seguito moglie e collaboratrice – ottenendo poi la cattedra di Chimica organica e applicata nell’Ateneo napoletano (1909). La sua casa accolse il dibattito scientifico e culturale della Napoli del tempo, anche nei drammatici momenti dell’occupazione tedesca nell’ultima guerra mondiale. Le sue qualità le valsero la designazione di Presidente dell’Accademia Pontaniana, su indicazione di Benedetto Croce. Una vita intensa, quella di Marussia, riconosciuta dai contemporanei, ma ‘nascosta’ ai posteri, forse proprio per la presenza degli illustri “uomini” che frequentava. Una storia “di genere”, dunque, nella storia particolare della chimica, che merita ormai di trovare una giusta collocazione nella storiografia”.

Premio 2009 de “Il Saggio” – Eboli – recensione di Antonio Capano

Analisi profonda e documentata di una delle più illustri studiose dell’università di Napoli. Figlia di Michail Bakunin, filosofo e sostenitore del socialismo anarchico, con la sua lunga vita ha scritto nuovi capitoli della chimica moderna ed ha contribuito attivamente alla emancipazione femminile. L’autrice parte da lontano soffermandosi sui primi passi della carriera della scienziata, sui suoi studi relativi agli scisti ittiolici dell’Italia meridionale e di Giffoni, sul suo esempio di donna e scienziata di fronte all’occupazione tedesca dell’università, che le valse l’acclamazione alla presidenza dell’Accademia Pontaniana, sul padre, sulla famiglia e sugli illustri colleghi e discepoli che ne hanno oscurato la memoria, più fedele al mondo maschile, sull’insegnamento della chimica anche negli Istituti medi, fino  a dibattere il profondo ed originale rapporto tra donne e scienza, basato, nella consapevolezza del limite, nel rispetto delle interdipendenze, nell’attenzione per le differenze, nell’intuito.

Primo Premio Saggistica “Il Paese delle donne” 2009

Il 12 dicembre 2009 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara 19, si è tenuta la premiazione de “Il Paese delle donne” 2009. Questo premio racconta l’avventura di una progettualità femminile che oggi compie 10 anni. Sono contemplate diverse sezioni: poesia edita ed inedita, saggistica, narrativa, tesi di laurea, arti visive e nuovi media, redazione. Con grandissima soddisfazione il primo premio della sezione saggistica è stato vinto da Pasqualina Mongillo, con il suo libro su Marussia Bakunin. La recensione è di Maria Paola Fiorensoli (il foglio de “Il Paese delle donne” n. 2/2009, pp. 61-62):

“Marussia Bakunin portava un nome ingombrante: Bakunin. Era la figlia di Michail Alexandrovic Bakunin. […] È indubitabile che un simile padre lasci il segno, specie se vissuto da lontano in un coacervo di sentimenti contraddittori, nei quali l’unica certezza è l’affetto. La figlia riparò da quella tempesta; evase la missione rivoluzionaria che aveva reso la dottrina paterna dello Stato lo spartiacque tra il socialismo del XIX e del XX secolo; alimentò altre priorità dal lottare costantemente contro ogni tipo di schiavitù, in nome di una libertà da raggiungere, tutti e tutte, indissolubile da tutti i tipi d’uguaglianza, in una Società senza Stato e senza Classe. Non sobillò rivolte, non ipotizzò società segrete per pungolare quel ceto contadino e proletario che il padre riteneva l’unica possibilità rivoluzionaria. Lei trovò la sua libertà nello studio opposto: la natura, non umana, nelle sue forme apparentemente immobili: gli scisti bituminosi e ittiolitici della catena dei monti picentini, nel salernitano. […] Dal padre ereditò un’energia indomita, una determinazione senza pari, l’audacia di seguire i propri percorsi fino in fondo, e di tutto ciò lo straordinario libro di Pasqualina Mongillo rende conto. Come lui, lei non ebbe paura della complessità, del cambiamento di pensiero, delle pulsioni che cambiavano lei e il contesto continuamente. Dagli scisti bituminosi ed ittolitici non trasse la lezione minimalista ma quella dello sconosciuto ed affascinante, con sapore d’eternità.

Marussia fu molto più di una chimica, della quale comunque contribuì a scrivere la storia con una continua, esaltante e cangiante produzione scientifica, segnando il settore della chimica classica. Un grazie a Pasqualina Mongillo che ha scritto un libro sulla “scienziata invisibile”, ne svela la vita, e le ridà l’interezza dell’essere una creatura solare, forte e coraggiosa, che affrontò, giovane, la morte di entrambi i genitori, Antonia e Michail e la loro eredità intellettuale; che visse, agiata, con il patrigno, l’avvocato Gambuzzi, a Capodimonte, e che fu una protagonista del cambiamento di paradigma, della conoscenza, nell’era preindustriale, che con la modernità produsse cambiamenti incredibili fino a qualche anno prima.”

Salerno, CIF Provinciale 26 febbraio 2009, ore 18.30

La Commissione Provinciale per le Pari Opportunità ed il C.I.F. Provinciale di Salerno hanno organizzato la presentazione del libro di Pasqualina Mongillo “Marussia Bakunin”. Ha introdotto e moderato gli interventi la Presidente Provinciale C.I.F. Salerno Alberta Antonini. Sono intervenute le Proff.sse Giovanna Truda, commissaria provinciale P.O., Vitulia Ivone, giurista, Marisa Pellizzari, storica, le quali hanno commentato il libro da diverse prospettive, ma soprattutto hanno sottolineato il legame di fiducia ed amicizia che le lega all’autrice.

L’evento è stato arricchito da letture e brani e poesie a cura di Anna Lisivoccia e dal coro ucraino Karena, che si è esibito in lieti canti tradizionali, anche di tradizione napoletana.

Marussia al Comune di Fisciano

Nell’ambito dell’iniziativa dedicata al passaggio della staffetta U.D.I. nella Provincia di Salerno, organizzata dagli Organismi di Parità Territoriali, il volume di Pasqualina Mongillo Marussia Bakunin è stato presentato presso la Sala Consiliare del Comune di Fisciano. Dopo i saluti del Sindaco Avv. Tommaso Amabile, dell’Assessore all’Istruzione Dott. Rocco Iannone, i lavori sono stati introdotti dalla Presidente del C.P.O. Adele Crescenzo e moderati dalla Dott. Mariagrazia Farina. Sono intervenuti la Prof. Giovanna Truda, sociologa, le dirigenti degli istituti di istruzione elementare e media … Lucia Melillo, le commissarie P.O. comunali, il comandante della polizia di Fisciano. hanno partecipato scuole di danza, organizzazioni sportive e teatrali. Molti gli elaborati e le ricerche condotte all’interno delle scuole.

Un’occasione, quella della staffetta U.D.I., per coniugare i temi del genere e la ricerca del difficile rapporto tra donna e scienza svolto da Pasqualina Mongillo.

Maria Bakunin all’Istituto Statale F. Menna di Salerno

Giovedì 12 febbraio alle ore 11.00, presso la sede centrale di Via Prudente dell’Istituto Statale d’Arte Filiberto Menna di Salerno, si è tenuta la presentazione del volume di Pasqualina Mongillo: Marussia Bakunin. Una donna nella storia della scienza, Rubbettino, 2008.

Erano presenti la Dirigente Prof.ssa Ester Andreola, esperta di Comunicazione creativa e le docenti prof.sse Cristina Tafuri e Giuseppina Vassallo. Gli studenti e le studentesse di diverse classi con la loro attenzione hanno formato una platea esigente e stimolante.

Un interesse per eventi straordinari ed originali non nuovo da parte di questo gruppo di docenti che hanno ospitato per primi questo evento nelle scuole superiori di Salerno!

Il pensiero femminile tra oblìo ed eccellenze

Questo è il titolo della sessione di studi ideata da Ornella Trotta, giornalista, docente e presidente della Commissione Pari Opportunità e curata dall’Assessore alle Pari Opportunità Virgilia Remondino. Al suo interno la presentazione dell’opera di Pasqualina Mongillo “Marussia Bakunin: una donna nella storia della chimica” è trait d’union tra relazioni ed interventi su problematiche di ‘genere’.

Sabato 24 gennaio 2009 alle ore 10.00, si è tenuto il primo incontro presso l’Aula Consiliare “S. Pertini” del Comune di Campagna (SA). Località amena, Porta del Parco dei Monti Picentini, ospita due oasi, quella di Persano e quella del Monte Polveracchio. Ha aperto i lavori il Sindaco Biagio Luongo, sono intervenuti il Preside del Liceo Psico-pedagogico di Campagna, il Preside del Liceo Classico di Eboli Giuseppe Sorrentino. Hanno relazionato Adriana Maggio. docente del ‘T. Gonfalonieri’ e Nunzia Pedino, docente del ‘E. Perito’. E’ seguito uno stimolante dibattito con gli studenti. La platea era attenta, curiosa ed entusiasta. Avvicinandosi la giornata della Memoria questa è stata l’occasione per recuperare una memoria gioiosa.

L’appuntamento successivo si è tenuto ad Eboli, il 21 febbraio, alle ore 10:30 presso l’auditorium del Liceo Classico di Eboli. Il preside Prof. Sorrentino ha aperto i lavori, che sono stati poi sviluppati dalla Prof.ssa Ornella Trotta. Oltre alla presentazione in .ppt di Pasqualina Mongillo su Marussia Bakunin, hanno relazionato la Sostituto Procuratore Avv. Elena Guarino, la Prof. Nunzia Pedino, e sono seguiti molti interventi di studiosi, ricercatori e di studenti che hanno dimostrato vivo interesse per le tematiche di genere e per l’importanza delle Pari Opportunità per lo sviluppo di una società civile