Atti dell’Accademia Pontaniana, vol. LV, seduta del 14 dicembre 2006

Marussia

Nota della Dottoressa Pasqualina Mongillo

Presentata dai Soci Carlo Sbordone e Riccardo Sersale

Sognando la rivoluzione scopro la scienza

A via Mezzocannone, 10 vi è una delle entrate dell’ateneo napoletano che porta alla Società Reale e all’Accademia Pontaniana. Giungere all’antico e maestoso portale significa tuffarsi nei secoli di storia e di cultura napoletana ed italiana.

– Accademia Pontaniana?

– Secondo piano- e, con Davide G., compagno di avventura, percorriamo le ampie scalinate di pietra inarcate dal frequente uso.

La Chiesa del Gesù fa da spartiacque tra i due cortili. Noi siamo in quello ampio del Salvatore con le statue di illustri pensatori. Molti giovani, in silenzioso raccoglimento, vanno e vengono, così da secoli, concentrati sulla prova di studio che li aspetta.

Suoniamo il campanello dell’Accademia.

La Pontaniana è la più antica delle Accademie italiane. Frutto di numerose sovrapposizioni storiche ed achitettoniche, essa ha accumulato tanta storia da intimorire qualsiasi osservatore. Più volte distrutta e risorta, come un mito, prima alfonsina, poi pontaniana, contiene, a tutt’oggi un ricchissimo patrimonio bibliografico.

Ci aprono.

Riusciamo ad avanzare appena di un passo, quel tanto per varcare la soglia. Gli ampi locali ci accolgono in una luce diffusa. Scaffali di legno antichi contengono libri, oggetti di desiderio.

Con me porto gelosamente la lettera di autorizzazione per l’accesso al patrimonio bibliografico a firma del professore Rodolfo Alessandro Nicolaus, il nostro Virgilio, e con la lettera, il famoso chimico e cordiale professore mi ha donato quella pietra nera, foriera di fuoco e di energia.

­- Signor Iacomino? Ho una richiesta di accesso ai fondi librari  del professor Nicolaus – . Il nome è un lasciapassare.

Iacomino, curatore dei fondi della pontaniana, ci fa entrare, avvia le ricerche e ci guida alla Società Reale …..- Buongiorno! –

La dott.ssa Badessa! Citata da Nicolaus … nel mio immaginario, l’avevo pensata come una rigorosa e burbera bibliotecaria ed invece… è lì, giovane e leggera, quasi come se mi stesse aspettando. Ci mostra quei luoghi: la stanza dove studiava Benedetto Croce, un ampio salone, primo nucleo risalente ai Gesuiti, l’Aula “minor” e… la finestra che affaccia su di un cortile dove vagabondano dei gatti.

– Noi siamo qui non solo per le ricerche bibliografiche. Il prof. Nicolaus ci ha detto che, qualche anno fa, ha donato alla Società reale un ritratto che La raffigura. Vorremmo poterlo vedere e fotografare, se è possibile.

E la dott.ssa Badessa ci informa: – Certo, l’abbiamo, però, impacchettato e riposto, per via dei lavori di ristritturazione. Se pazientate un attimo, andiamo a prenderlo.

Così, nelle stanze dell’accademia, insieme a noi, sembra tornare ad “aleggiare” uno spirito protettore che prelude nuove scoperte e rinnovati entusiasmi.

Davide si offre volontario per salire sull’apposita scaletta e raggiungere lo scaffale in alto dove giace, impacchettato, il ritratto ad olio. Lo passa a Badessa.

Badessa lo tiene in braccio quasi per proteggerlo, poi, con lentezza, lo libera dalla carta di giornale.

…eccola…

mariabakunin_ritratto La riproduzione senza consenso di questa immagine è consigliata, ma l’appropriazione vietata

Maria Bakunin, la Signora, ma per gli amici, ed ora anche per noi, Marussia.

Il primo piano ritrae una donna ancora giovane nel rigore dello sguardo scuro ed intenso, che accenna ad un lieve sorriso, rassicurante. Il quadro è dipinto ad olio, i capelli sono raccolti sulla nuca e l’abito è nero, il suo volto luminoso, i nostri volti commossi.

E’ una rivelazione: abbiamo dato un volto ad un nome che, con la sua intensa esistenza, ha solcato un recente passato e che, all’improvviso, è venuta ad intercalarsi nella mia vita, con forza. Ed ora, attraverso la ricerca, collaboriamo al Suo ritorno alla vita, La sottraiamo per un momento all’oblìo, recuperiamo e affidiamo una donna importante all’eternità.

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