Primo Premio Saggistica “Il Paese delle donne” 2009

Il 12 dicembre 2009 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara 19, si è tenuta la premiazione de “Il Paese delle donne” 2009. Questo premio racconta l’avventura di una progettualità femminile che oggi compie 10 anni. Sono contemplate diverse sezioni: poesia edita ed inedita, saggistica, narrativa, tesi di laurea, arti visive e nuovi media, redazione. Con grandissima soddisfazione il primo premio della sezione saggistica è stato vinto da Pasqualina Mongillo, con il suo libro su Marussia Bakunin. La recensione è di Maria Paola Fiorensoli (il foglio de “Il Paese delle donne” n. 2/2009, pp. 61-62):

“Marussia Bakunin portava un nome ingombrante: Bakunin. Era la figlia di Michail Alexandrovic Bakunin. […] È indubitabile che un simile padre lasci il segno, specie se vissuto da lontano in un coacervo di sentimenti contraddittori, nei quali l’unica certezza è l’affetto. La figlia riparò da quella tempesta; evase la missione rivoluzionaria che aveva reso la dottrina paterna dello Stato lo spartiacque tra il socialismo del XIX e del XX secolo; alimentò altre priorità dal lottare costantemente contro ogni tipo di schiavitù, in nome di una libertà da raggiungere, tutti e tutte, indissolubile da tutti i tipi d’uguaglianza, in una Società senza Stato e senza Classe. Non sobillò rivolte, non ipotizzò società segrete per pungolare quel ceto contadino e proletario che il padre riteneva l’unica possibilità rivoluzionaria. Lei trovò la sua libertà nello studio opposto: la natura, non umana, nelle sue forme apparentemente immobili: gli scisti bituminosi e ittiolitici della catena dei monti picentini, nel salernitano. […] Dal padre ereditò un’energia indomita, una determinazione senza pari, l’audacia di seguire i propri percorsi fino in fondo, e di tutto ciò lo straordinario libro di Pasqualina Mongillo rende conto. Come lui, lei non ebbe paura della complessità, del cambiamento di pensiero, delle pulsioni che cambiavano lei e il contesto continuamente. Dagli scisti bituminosi ed ittolitici non trasse la lezione minimalista ma quella dello sconosciuto ed affascinante, con sapore d’eternità.

Marussia fu molto più di una chimica, della quale comunque contribuì a scrivere la storia con una continua, esaltante e cangiante produzione scientifica, segnando il settore della chimica classica. Un grazie a Pasqualina Mongillo che ha scritto un libro sulla “scienziata invisibile”, ne svela la vita, e le ridà l’interezza dell’essere una creatura solare, forte e coraggiosa, che affrontò, giovane, la morte di entrambi i genitori, Antonia e Michail e la loro eredità intellettuale; che visse, agiata, con il patrigno, l’avvocato Gambuzzi, a Capodimonte, e che fu una protagonista del cambiamento di paradigma, della conoscenza, nell’era preindustriale, che con la modernità produsse cambiamenti incredibili fino a qualche anno prima.”